La notte in ostello. 2 mesi dopo

La notte in ostello. 2 mesi dopo

17.01.2016, Pucon, Cile

Si, stamattina avrei voluto il mio letto.

Sveglia prima delle 5 come al solito, stanotte ho sentitto un sacco freddo, la coperta puzzava e mi ha fatto schifo mettermela addosso. Buon lunedi’ a me. Questa volta mi è capitato il peggio tetto direi.

Inizio a lavorare e quelle due ore che mi separano dalla luce sembra non passino mai. Ogni respiro sa di marcio. Non ho mai avuto problemi di questo tipo ma oggi ci sono arrivata, che palle. E’ parte dell’avventura, lo so, però stamattina vorrei essere in casa mia, non ho voglia di salutare nessuno, non ho voglia di fare di nuovo lo zaino per andare a cercare un letto che faccia meno schifo di questo. Viaggiare a budget ridotto è stancante, ci sono rinunce e sacrifici e sempre c’è un rimpianto. Come stamattina che sto rimpiangendo di non aver speso quei 5 euro che mi avrebbero fatto dormire in un posto che non fosse un porcile. Non sono arrabbiata ma solo stanca.

Alle 9.30, appena arriva il tipo della reception mi prendo le mie cose e scappo dalla gabbia. Arrivo in un ostello decente e come per magia mi passa tutto. Davanti a me c’è il vulcano Villarica, un bellissimo giardino e l’wifi che arriva fino al tavolo sotto la vigna dove mi metto a lavorare. Per un attimo ci ero cascata, sembrava che fossi stata quasi contenta che l’avventura stasse per finire. Invece no, qua è tutto bellissimo e la magia del viaggio sta tornando in fretta. E chi se ne importa dei letti puzzolenti e delle notti brevi, dei pasti squalidi e delle docce fredde prima di andare a dormire? Qui si viaggia e mi circonda un’incredibile bellezza, questa dolce libertà, la fortuna di essere ancora qui. Sono pronta per un’altra nottata a suon di russo, questa volta magari dentro un lenzuolo pulito.

Ah, nel caso capitaste da queste parti… Willhouse Pucon, da evitare come la peste!!!

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