La Via degli Dei in 6 giorni – tappa per tappa

La Via degli Dei in 6 giorni – tappa per tappa

VIA DEGLI DEI – In cammino per caso

La Via degli Dei è stata la conferma che le aspettative non servono a niente, che le cose belle accadono e basta, che bisogna buttarsi anche nelle situazioni che sembrano meno adatte a noi. I nuovi orizzonti riempiono lo sguardo, la fatica svuota la mente e gli incontri e la condivisione tra le persone rendono unico tutto quello che ci circonda. Mettersi in gioco e andare avanti, sempre. Non c’è un’esperienza che non valga la pena.
(25 aprile 2019, fine cammino)
Ogni cammino ha la sua storia: c’è chi si prepara fisicamente e mentalmente per mesi, chi lo fa per mettersi alla prova, chi parte per avvicinarsi a se stessi, chi per stare in compagnia, chi ha più motivi per partire e chi, come me, ci si trova dentro.
La storia del mio primo cammino a piedi è che, appunto, è capitato. L’idea di finire a camminare sull’asfalto o in mezzo alla civiltà non mi ha mai fatto impazzire e non avevo ancora valutato quest’esperienza prima che il mio amico Luca mi dicesse che si è liberato un posto last minute per la Via degli Dei, il mitico percorso tra Bologna e Firenze che lui e gli amici della Patagonia stavano organizzando da tempo.
La proposta è caduta a fagiolo, avevo tutte le carte in regola per buttarmi, ferie incluse.  Non sapevo bene cosa aspettarmi e spinta dalla curiosità ho colto l’occasione al volo.
Devo dire che è proprio lo sconosciuto il principale motivo per cui non ci ho pensato due volte: una nuova esperienza, nuove persone, nuovi luoghi, tutto da scoprire. 4 giorni e si parte.

20 aprile 2019

Eccomi alla stazione di Bologna a incontrare per la prima volta i miei compagni di avventura.
Luca e Anita arrivano da Roma, Robi, Klevis e Riccardo da Modena, Claudia da Bergamo, Lorenzo dalla Svizzera, io da Pesaro. “Gli 8 diversi”, ci chiamerà cosi’ una delle camminatrici che incroceremo spesso per strada.
Partiamo dalla Stazione di Bologna per le ore 10.00, facciamo un giro per il centro e ritiriamo la credenziale nella chiesa di Piazza Maggiore. Poi l’immancabile panino con la mortadella in via della pescheria e si va verso la scalinata di San Luca. Si sale, 666 gradini, al diavolo lo zaino che anche questa volta pesa più del dovuto! Tutto bene però, sono carica e il fiatone per ora mi da gusto.

Prima tappa: Piazza Maggiore – B&b “Sulla via degli dei” nei pressi del Monte Adone

Tappa lunghissima, passiamo per strade asfaltate e sentieri, cammineremo per quasi 30 chilometri. Ci metto poco a capire che ho sbagliato le scarpe, a quota 20 km i piedi mi fanno già malissimo e le prime di una lunga serie di vesciche iniziano a farsi vedere. Gli ultimi 10 km li percorro insieme a Claudia, siamo messe una peggio dell’altra ma in compagnia anche i dolori si vivono meglio. Troviamo una fontanella e ci mettiamo i piedi gonfi a bagno nell’acqua fredda, che bel sollievo! Nonostante il passo zoppicante arriviamo più o meno insieme ai nostri amici dal passo svelto che hanno sbagliato strada e hanno fatto qualche km in più  (ops!). Dolori a  fine tappa? Sicuramente farei prima a dire cosa non mi fa male ma sembra che non sono l’unica, mi faccio coraggio.

Togliamo zaini e scarpe e ci buttiamo subito sul cibo. Finalmente possiamo dare un senso al peso che ci siamo portati addosso e soprattutto al gigantesco zaino di Anita: salamini, formaggi, torte salate, schiacciatine, tigelle, fave, pure il ragù della nonna che ci cucineremo in serata, il tutto innafiato con delle belle birre gelate. Che dire, viaggiare in compagnia da sempre grandi soddisfazioni!

Dopo cena collasso generale, tutti a dormire prima delle 22.00. Notte in camerata da 20, si dorme sui matterassini insieme ad altri camminatori. Dopo aver passato la notte sudando da tutti i pori scopro di aver sbagliato pure il sacco a pelo, più adatto ad una gita sul Cervino che alla camerata da 20. Eh vabé, meglio caldo che freddo.

Dati tecnici:

Km 28
Dislivello + = 710mt
Dislivello – = 300m
Difficoltà: MEDIA
Dove dormire: B&b “Sulla via degli dei”, camerata con materassini (serve sacco a pelo/sacco lenzuolo). Costo €15/pax con colazione inclusa. Possibilità di cucinare o di andare al ristorante in paese.
Tel: 340-3807128 Francesca

Seconda tappa: Monte Adone – Madonna dei Fornelli

Cara mia Madonna stamattina, i dolori si sono triplicati e mi domando se sarà cosi per tutta la durata del cammino (se si, che qualcuno venga a prendermi!).
Ci alziamo alle 7, colazione e alle 8.30 siamo in cammino. La partenza è durissima però dopo un po’ di strada andrà tutto per il meglio (parliamo sempre di dolori, il fiato invece è a 1000 visto che la prima ora sarà tutta in salita). Arriviamo sulla cima del Monte Adone, il paesaggio è spettacolare e la formazione della montagna è molto insolita, assomiglia ad un canyon.
Oggi ci tocca un lungo tratto sull’asfalto, piedi KO. Ci fermiamo per pranzare a Monzuno, piadina stesi per terra in piazza. Poi si riparte in salita, poi un po’ di sentieri, ci fermiamo un paio di volte e via di nuovo, pure oggi la strada sembra non finire più. L’ultimo pezzo per arrivare a Madonna dei Fornelli sarà pura agonia, gli scarponi rigidi sull’asfalto e le vesciche doloranti non scherzano niente. Arriviamo al B&b “Dai romani” nel tardo pomeriggio, tiriamo fuori le rimanenze e con un buon bicchiere di rosso il male passa come per magia. Nella struttura fa un freddo siberiano e Riccardo ci viene in aiuto accendendo il cammino in stanza, contenta per il mio sacco a pelo invernale.
Cena per le 19.30, la simpaticissima proprietaria Elisa prepara un menù molto ricco. Un po’ il vino, un po’ il cammino, un po’ di più la stanchezza e ci addormentiamo tutti senza battere ciglio.

Km 24
Dislivello + = 820mt
Dislivello – = 500mt
Difficoltà: IMPEGNATIVA

Dove dormire: B&b “Dai Romani”. Camerata, €20/pax colazione compresa. Possibilità di cenare presso la struttura, consigliato.
Tel: 0534-94115/327-7763868 Elisa

Terza tappa: Madonna dei Fornelli – Passo della Futa – Monte di Fo’

Col senno del poi potrei dire che questa è stata una delle tappe più belle, tanta natura e tempo per godersela.
Ci svegliamo con il tempaccio, fa freddo e sembra quasi venire a piovere ma ci penserà subito la salita a riscaldarci. Ci addentriamo in una foresta che sa di vera montagna, poi il sentiero continua cosi per la gran parte del tempo.
Oggi il passo è migliorato molto e riesco a stare dietro ai ragazzi più sprint per una buona parte del tempo. I dolori ormai si sentono pochissimo e pure i piedi sembrano stare bene. Perdo i ragazzi in salita (o meglio, loro perdono me) e faccio un bel pezzo da sola in totale silenzio e spensieratezza. Ci ribecchiamo al Cimitero germano e scendiamo insieme al camping “IL SERGENTE” nella località Monte di Fo’. Arriviamo per le 12.30, quasi incredibile, oggi ci va proprio di lusso. Un po’ di relax e poi andiamo al ristorante: antipasto toscano, pollo al forno, patate, verdure, yogurt e fragole… ma che bello è camminare??
Il pomeriggio ci si riposa, chi legge, chi fa un pisolo, chi gioca a carte, chi si cura le vesciche. In tutto il cellulare che non prende, sembra di stare fuori dal mondo. Siamo già all’ora dell’aperitivo: birre, sprtiz e patatine come se piovesse. E poi il secondo round: alle 7 in punto la cena, come se non avessimo mangiato da giorni. Qualcosa mi dice che l’illusione di perdere qualche chilo camminando resterà tale.
Stasera pensiamo come fregare la pioggia il giorno dopo, le previsioni dicono male male, dovrebbe piovere sempre tranne forse un po’ al mattino. Per questo motivo decidiamo di partire presto quindi tutti a dormire.

Km 18,5
Dislivello + = 560mt
Dislivello – = 420mt
Difficoltà: MEDIA

Dove dormire: Camping “Il Sergente”. Camerata, €18/pax. Possibilità di cenare al ristorante del camping, ottima cucina. Colazione non inclusa.
Tel: 055-8423018/328-9851849 Daniele/Gloria

Quarta tappa: Monte di Fo’ – San Piero a Sieve

Niente più sveglia ormai, alle 6 siamo tutti attivi. Non piove ma il cielo non promette niente di bello. Facciamo colazione dal simpatico chef toscano e iniziamo subito a salire (guarda caso anche oggi si inzia con la salita). Il primo pezzo in mezzo alla natura è bellissimo, poi al bivio scegliamo il sentiero per escursionisti esperti senza farci troppe domande e in meno in un’ora ci troviamo davanti ad un paesaggio fiabesco con la nebbia che riempie la vallata. Poi seguirà il divertimento, la discesa nel fango giustifica al volo la valutazione del sentiero e non pochi sono i momenti in cui non si sa come andare avanti senza appoggiare il sedere per terra. Ne usciamo tutti vivi, ci ricompensiamo con un quadretto di Ovomaltine e proseguiamo per un altro pezzo in mezzo alla natura, anche oggi bellissimo.
Sono le 11 e finalmente inizia a piovere per bene. Devo dire che anche la pioggia in cammino ha il suo fascino, soprattutto se si è coperti dalla testa ai piedi. Facciamo pausa sotto una tettoia e tiriamo fuori dallo zaino le ultime prelibatezze: piadina e tigelle cotte sotto il sole dei giorni scorsi, pecorino, salamini, il buonissimo pane giallo di Luca ed i panini del signor toscano. Cerchiamo di finire tutto e ripartiamo a passo spedito. Da qui a San Piero sarà tutto asfalto e io ci metto un lampo a rimanere indietro, il male ai piedi non da tregua. Piove per tutto il tempo e la magia inizia a svanire insieme alla voglia di camminare altri chilometri per arrivare in hotel, ma pian piano ci arrivo.

Pomeriggio relax, i letti comodissimi del nostro B&b La pieve ci fanno riprendere una buona dose di energie. Finalmente l’ora di cena, stasera siamo dal Baffo, un vispo signore toscano che gestisce il suo ristorante da ben 34 anni. Mangiamo benissimo e troppissimo, posto super azzeccato dai miei compagni di fatica. La bilancia ringrazia anche questa volta.
Provo a fare due passi ma faccio retromarcia prima del previsto per un colpo di vesciche, incredibile quanto sia faticoso iniziare a camminare dopo un po’ che si sta fermi.

Km 23
Dislivello + = 210mt
Dislivello – = 940mt
Difficoltà: MEDIA

Dove dormire: B&b “La Pieve” a San Piero, consigliatissimo. €25/pax, stanze doppie o triple. Colazione super. Possibilità di fare bucato.
Tel: 055-8487182/349-7666745 Franco

Quinta tappa: San Piero – Olmo, Fiesole

Colazione divina dal nostro b&b La Pieve, davvero un dolcissimo risveglio. Oggi praticamente passeremo la giornata a fare salite, 20 km e 830m di dislivello. Tappa molto divertente, fango in abbondanza e la gamba che ormai va da sola. Si sale fino ad arrivare al convento Monte Senario dove faremo una bella pausa relax anche se il sole non ci degnerà più di tanto e passiamo un paio di orette in attesa che la chiesa venga riaperta (alle 15.00). Non appena ci farà entrare inizierà a piovere. Facciamo un giro dentro e poi ci mettiamo di nuovo in cammino per raggiungere il nostro hotel. La pioggia si fa seria e ad una certa inizia pure a grandinare, un vero fuori programma visto che le previsioni non erano per niente male. C’è di bello che i dintorni sono molto suggestivi, di brutto che anche questa volta i miei piedi non ce la fanno più, l’ultimo pezzo sull’asfalto sarà durissimo.
Questa sera ci trattiamo bene, dormiremo in un tre stelle in mezza pensione. Anche Dino Hotel si dimostra un’ottima scelta e ci conquista con la cena a base di piatti toscani: la pappa al pomodoro, i ravioli e le verdure fritte, a fine cena mi sento esplodere.

Km 20
Dislivello + = 830mt
Dislivello – = 520mt
Difficoltà: IMPEGNATIVA

Dove dormire: Hotel Dino (Olmo), €30/pax oppure €50 in mezza pensione.
Tel: 055-548932 Luca

Sesta tappa: Olmo – Fiesole – Firenze

Ultimo giorno, si parte alle 8.30 con un relativo male ai piedi che inizia a spingere dopo pochi chilometri. Il dolore diventa un po’ difficile da gestire e chiedo a Robi una compressa di Brufen visto che a lui ha aiutato tanto. Funziona e anche in fretta! E chi l’avrebbe mai detto?
Non so per quale motivo la tappa di oggi mi sembrava una passeggiata in centro città però di certo non è stato cosi. Arriviamo alle 11.30 a Fiesole, ci rilassiamo un po’ in piazza e decidiamo di fermarci pure per pranzo. Ottima scelta il ristorantino Fiesolano con i suoi tavolini all’aperto, i piatti abbondanti, i bagni tappezzati di nudi di tutte le forme e misure e le mamme in totale imbarazzo che cercano di tappare gli occhi ai loro figlioli.
Dopo pranzo ci rimettiamo in marcia e con la pancia piena ed i piedi gonfi, Firenze sembra ormai irragiungibile.
Arriveremo in città giusto in tempo per prendere i treni, un abbraccio, tanti ringraziamenti e quella strana sensazione di quando le cose finiscono.
Il mio treno arriverà a Pesaro molto tardi ma non ho voglia di farmi venire a prendere. Percorro gli ultimi chilometri di questa avventura pensando a quanto è stata bella e a tutto quello che mi ha regalato.

Km 17
Dislivello + = 250mt
Dislivello – = 700mt
Difficoltà: FACILE

Dove dormire: a casa.

Questo diario inizia con una delle cose più interessanti che ho imparato viaggiando: non c’è un’esperienza che non valga la pena.

Ed è stato cosi anche questa volta, la Via degli Dei è stata la conferma che le aspettative non servono a niente, che le cose belle accadono e basta, che bisogna buttarsi anche nelle situazioni che sembrano meno adatte a noi. I nuovi orizzonti riempiono lo sguardo, la fatica svuota la mente e gli incontri e la condivisione tra le persone rendono unico tutto quello che ci circonda. Mettersi in gioco e andare avanti, sempre.

Grazie a voi che avete reso possibile tutto questo, grazie a Luca per avermi invitato e grazie a Robi che ha studiato e organizzato tutto alla perfezione. Alla prossima!

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